Da dove nasce la creazione prima e l’evoluzione dopo?

Secondo le ricerche della scienza odierna, siamo il risultato di 15 billioni di anni di perfetta ingegneria cosmica

Per molti secoli, uomini di scienza, religiosi e filosofi hanno cercato una teoria assoluta (o paradigma finale) che desse una risposta ultima ai loro quesiti sul senso e le origini dell’esistenza.

Tutti questi uomini hanno scrutato ad occhio nudo i luoghi remoti del cosmo verso l’infinitamente più grande fino allo studio delle particelle atomiche nella realtà quantica dell’infinitamente più piccolo.

Questo studio è passato attraverso lunghe ricerche spirituali, leggendo i testi di libri sacri e vari esercizi meditativi che hanno condotto una moltitudine verso una vita ascetica. L’analisi è passata anche attraverso la filosofia, che verte principalmente la ricerca sull’esistenza, dando una interpretazione astratta, creativa e intellettuale sullo studio intuitivo della natura nella sua quotidianità.

Ma dopo 15 billioni di anni di perfetta ingegneria cosmica dove si manifestò l’istante preciso di spazio e tempo diventando il motore espansivo e manifestativo dell’universo visibile?

Dove giace questa risposta? Dove esattamente possiamo cercarla?

La scienza moderna, attraverso la fisica quantistica ci ha fornito una moltitudine di dati ed informazioni che solo un secolo fa erano impensabili o addiritura tabù per la comunità scientifica, come l’esistenza delle dimensioni parallele

Anche se la religione, in concomitanza con la filosofia, ci ha sempre raccontato dell’esistenza di un principio assoluto che può essere tradotto in un Dio creatore o atomo genitore, né il concetto della scienza, né il concetto religioso e filosofico hanno fornito, per adesso, una risposta finale al grande quesito sul senso e le origini dell’esistenza.

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Malgrado i vari progressi scientifici e culturali raggiunti fino ad adesso, per quanto siamo mentalmente e spiritualmente aperti a ricevere qualsiasi cosa l’universo ci manda, ci sentiamo ancora come bambini orfani che si sentono smarriti ed abbandonati da genitori mai conosciuti sulle coste dell’oceano infinito del cosmo.

Quando osservo il cosmo in silenzio, mi rendo conto di quanto sia importante l’apertura della mente verso il cuore che è l’unica bussola sulla quale posso fare affidamento durante la mia ricerca; la mente può essere paragonabile ad una magica caravella nel vuoto dello spazio profondo, il cuore (la bussola) ed il nostromo (la voce intuitiva) sono la mia parte più vera che non forniscono risposte e neppure indicazioni precise su ciò che può accadere durante questo viaggio.

Invita come un richiamo ancestrale ad essere continuamente in viaggio con totale affidamento, dove l’unica cosa che sento è la totale perfezione di tutto ciò che accade in ogni istante di questo viaggio, e quello è la coscienza.

La coscienza può essere paragonabile ad un proiettore di pura luce

Completamente inerme e neutrale, mentre le vibrazioni dell’anima che verte sul rapporto che abbiamo con noi stessi combinata con questa luce crea e manifesta la struttura olografica dell’esistenza come la pellicola tridimensionale di un film senza un finale predefinito, perché tutto verte principalmente sulle nostre condizioni emotive nel preciso istante del qui ed ora e questo per spiegare con un misto di misticismo spirituale e scienza moderna quello che viene definita il paradigma olografico ed eletromagnetico dell’esistenza.

Questo può essere solo un piccolo frammento di conoscenza e consapevolezza nell’oceano infinito della ricerca sul senso dell’esistenza e la vita mentre il resto rimane sempre un mistero irrisolto persino per gli esseri e le civiltà più avanzate ed evolute del cosmo.

Che cos’è allora la creazione?

La creazione é quell’istante di eternità che trascende con la manifestazione dello spazio ed il tempo in una realtà evolutiva continua. Dove l’evoluzione è la ricerca nella non ricerca, ovvero il nostro desiderio ardente di afferrare Dio fisicamente.

Dove quel Dio é la coscienza che crea e che ci sfugge dalle nostre mani in modo passivo o drammatico finchè restiamo intrappolati nelle nostre ambizioni personali ed egoiche di voler essere un Dio.

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